20/04/2025
Aprimi il terzo occhio
Aprimi il terzo occhio
con le tue dita
sollevami la palpebra
perché io
da solo
non posso
grava un peso inumano
una forza che m’impedisce
di vedere chiaramente
solo con terribile sforzo
l’apro appena
un niente la schiudo
e la tua luce intravedo
un cenno di bagliore
che in un istante perdo
l’occhio richiuso
nemmeno quel pertugio
sono riuscito a tenere
un nulla sì ho visto
che qualcosa è già
3/05/2025
Non deve essere poi così lontano
Non dev’essere poi così lontano
il paradiso
da questa giornata di sole
i primi giorni di maggio
da questo canto di bambini
e dai loro schiamazzi
nel cortile della scuola
da questa brezza leggera
che mi ricorda Elia
mentre lungo il fiume
proseguo il mio cammino
3/05/2025
C’è una luce
C’è una luce
dentro di me
che risplende indomita
nella notte
vederla non posso
nell’ora meridiana
solo nell’oscurità
al mio coricarmi
chiudendo gli occhi
di fatica gravidi
e di vita
solo al mio cercare
si rivela
qualcosa bisogna scostare
un lembo, una carne, un ramo
non so
palpita qualche istante
sempre sembra fuggire
vuole che la segua
difficile è trattenerla
con l’occhio interiore
è una luce come di stella
ma da un cuore risplende
non c’è luce più pura
il suo nitore
non è di quaggiù
tremenda è la sua lontananza
inumana la sua vicinanza
impossibile
ora
le sue braccia scrutare a lungo
solo si può contemplarla
per brevi attimi
per non restare accecati
ad occhi chiusi
nel buio della stanza
magari morire
per la regalità che ora
per ora
non posso trattenere
2/06/2025
Ancora posso godere
Ancora posso godere
del canto notturno
degli animali dei campi
del gracidare delle rane
del frinire del grillo
mentre una tiepida brezza
i fiori carezza
le foglie del carpino
che mio padre ha piantato
e non dimentica
con mano lieve
di passarmi sul viso
ma voi, che nelle grandi città
nel mondo dei sogni v’incamminate
tra stridori e luci accecanti
quale canto
nella notte
potete udire?
2/06/2025
Non sono per noi
Non sono per noi
i figli
per te li fai
in una notte d’amore
perché portino il profumo del tuo grembo
nel mondo devastato
usi noi
per diventare padre degli uomini
dei tuoi figli
per spargere profumo
li fai quasi angeli
dalle tue viscere escono
più che dalla nostre
viscere luminose, viscere di stelle
a seminare fiori di eternità
nella loro vagabonda vita
a segnare la strada
di casa
3/06/2025
Dal dolore liberaci, Padre
ad Alaa al-Najjar
Dal dolore liberaci, Padre
dai bimbi carbonizzati
dalla guerra sventrati
liberaci dalle lacrime materne
di donne che muoiono
pur vive
il vuoto abbracciando
nulla più da carezzare
i seni che languono
le labbra dei figli
che più non sono
11/06/2025
Credo nella poesia
Credo nella poesia
e nei suoi profeti
dalle piume dorate
regali aquile
che oltre le plumbee nubi
volano
sfuggendo alle mani
di tempeste e tormente
che a terra bramano
loro schianto
volano oltre
dove non è più nube alcuna
nel libero
maestoso
azzurro
e gli occhi puntano
diritti
senza superbia
all’eterna luce
che lì le vuole
lì per nome le chiama
perché guardino
appena scorgano
l’indicibile
e infine narrino
a chi sta sotto
a chi in volo librarsi non può
né tenere lo sguardo a lungo
a quella luce
senza morire
brandelli di parole
immagini in frammenti
che solo a loro
intravedere è dato
15/06/2025
Dimmi qualcosa di fuoco
Dimmi qualcosa di fuoco
poeta!
dimmi qualcosa che abbia l’ardore del Sinai
con labbra di profeta brucianti
balbettanti
dimmi qualcosa che rovesci i potenti
scombini i sapienti
dimmi qualcosa che anche me infiammi
il mio cuore
con la fiamma della tua parola
trafiggi
29/08/2025
Vedi, io sto male
Vedi, io sto male
nemmeno una notte so stare
senza il tuo amore
senza il tuo respiro
che al mio si alterna
nelle note della nostra vita
non posso stare
senza la tua parola
il tuo silenzio
a volte è grazia
a volte un esercito di furie
che mi travolge
e mi schiaccia
da te, come da Dio
vado elemosinando
poche parole
ma voi lavorate allo stesso telaio
la stessa stoffa indossate
e mi parlate per silenzi
quanto ti vorrei fiume in piena
torrente fragoroso delle nostre montagne
vedere parlare il tuo cuore
udire quello che mai mi hai detto
ma tu sei un fiume placido
le correnti forti scorrono sul fondo
e io ancora non ho imparato
ad immergermi
in quei gorghi
portami tu, allora, amore mio
insegnami tu, la tua lingua
mostrami le sillabe
dell’anima tua
e tienimi tra le tue braccia
in quelle correnti
con te voglio essere trascinato
verso il grande mare
con te voglio stare senza fiato
nel vortice
per sentire chi sei
per vedere il fuoco
che arde in te
quella luce
che sempre nei tuoi occhi
contemplo