Madre che allatti

| di Alberto Trevellin |

Noi non veniamo dalle stelle o dai fiori, ma dal latte materno. Siamo sopravvissuti per l’umana compassione e per le cure di nostra madre. Questa è la nostra principale natura.

William Shakespeare, Re Lear

Maggio è il mese della madri perché mese del rosario, dove le Avemaria ci ricordano ad ogni incedere della preghiera che c’è stata una donna che ha portato in grembo Dio. È mese della festa della mamma. È un mese che, per la sua bellezza stagionale, la primavera nel suo splendore, il sole che torna a scaldarci, la luce che si spinge fino alle ore che, fino a poco fa, erano dominio della notte, insomma per la sua dolcezza, non può che riportarci col pensiero proprio a colei che ci ha portato in grembo, alla madre di ciascuno di noi.

Quest’anno però è accaduto che una madre abbia fatto scalpore, che abbia fatto molto parlare di sé.

Qualche settimana fa, infatti, abbiamo assistito al rifiuto, da parte della Soprintendenza delle Belle Arti di Milano, di una statua dell’artista Vera Omodeo, da collocarsi, eventualmente, in una piazza milanese. Titolo dell’opera: Dal latte materno veniamo. Motivazione del rifiuto: “la scultura rappresenta valori certamente rispettabili ma non universalmente condivisibili da tutti, tali da scoraggiarne l’inserimento nello spazio pubblico”. Poi viene suggerito che “l’opera venga proposta in donazione a un Istituto privato, come un ospedale o un istituto religioso, all’interno del quale sia maggiormente valorizzato il tema della maternità, qui espresso con delle sfumature squisitamente religiose”. 

Il cortocircuito dell’Occidente mi pare abbastanza sintetizzato in questo episodio, il cui inevitabile polverone mediatico non si è ancora placato.

È chiaro che, anche a livello culturale, una statua di donna che allatta insospettisce. La risposta della commissione, infatti, è paradossalmente molto chiara. 

Qual è il problema? Il problema è la madre che allatta, che, a parere della commissione, ha sfumature squisitamente religiose. E il religioso, il sacro, non può più trovare spazio nei luoghi pubblici, in Occidente. Tanto che se ne consiglia la collocazione in un istituto privato, dove il sacro, forse, può continuare a vivere.

A questo punto, però, è naturale chiedersi, ma la maternità è un valore cristiano o universale? Essere madri (e anche padri) è una questione che riguarda solo i credenti? In che senso una madre e il figlio rappresentano “valori rispettabili ma non un universalmente condivisibili”?

Essere madri e padri, figli e figlie, non è una questione che ci riguarda tutti, al di là del credo, politico e religioso, dell’etnia, della nazionalità? Il fatto stesso di essere figli, di provenire tutti da un padre e da una madre, non rende la paternità e la maternità un valore universale? 

A quanto pare per alcuni (molti?), non è così. Perché se una madre che allatta un bambino causa così tanto trambusto e turbamento, significa che la genitorialità è oggi troppo sospetta, forse troppo cristiana, almeno secondo le motivazioni della commissione.

Sorge così, necessariamente, un’altra domanda. 

Negare il valore universale della maternità, non significa negare anche chi ci ha generato, nostra madre e, quindi, negare noi stessi?

È il titolo stesso dell’opera di Vera Omodeo a spiegare perché la maternità è invece un valore universale, ovvero perché tutti noi dal latte materno veniamo. Sta lì, in quel nutrimento che passava dal corpo di nostra madre al nostro, la verità del valore. Senza quel latte, non saremo qui. E anche chi non è stato nutrito a quel modo, è per cause di forza maggiore che non ha potuto suggere dalla madre. Ma ciò non nega la verità di ciò che l’artista aveva ben compreso e ben espresso con la sua opera.

Così, in un periodo in cui le statue delle mamme che allattano vengono rifiutate perché “turbatrici” dello spazio pubblico, ci verrebbe da dire, con Troisi e Benigni, non ci resta che piangere! Oppure, e questo sì sarebbe molto cristiano, alle litanie finali del rosario che in questi giorni stiamo recitando, potremo pensare di aggiungere, senza turbare nessuno, un Madre che allatti, prega per noi!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *