Dieci anni di paternità

| di Alberto Trevellin |

L’amore è l’unica realtà che ci salva di fronte all’assurdità e al male che, troppo spesso, i nostri cuori e i nostri occhi devono sopportare.
Se c’è un gesto che dà senso alla vita è fare in modo che questa non muoia, e questo non può che avvenire generando nuova vita, nuovo amore, quindi. Lasciare che emerga e fluisca dal cuore e dalla mente di Dio ai nostri cuori e alle nostre menti, per incarnarsi.
Noi, padri e madri, altro non facciamo che aprire le porte di questa vita ai nostri figli, siamo noi che li innestiamo nel mondo. Eppure la loro vera origine ci precede, perché prima del nostro amore, un Amore più grande li ha voluti.
Oggi sono dieci anni che sono papà di questa bambina, dieci anni di miracoli, di senso, di lacrime, di paure, di vita sempre nuova.
Anni in cui ho maturato una convinzione: non c’è nulla, nella nostra breve esistenza, che valga più di dare un bambino al mondo. Non c’è nessun premio, nessun patrimonio, nessun successo o vittoria che possa competere con il donare un figlio a questa terra.

Potrei anche salvare il mondo intero, ma prima devo essere dato al mondo, alla sua luce.

È   vero, ci sono molti modi di generare vita, io, però, per primo, ho sperimentato questo.
Vi auguro di essere padri e madri, di poter donare la vita e il suo senso ad un altro.
Di camminare, come faccio con Diletta, nei silenzio dei boschi e nella luce abbacinante delle cime.
Vi auguro di conoscere questo amore viscerale, che non vi dà pace, che vi tiene svegli, che, infine, ci rende davvero vivi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *